Mettere le protezioni è un gesto anticapitalista
Premessa
Qui si parla di skateboarding!
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Dubbi
L’altro giorno stavo parlando con un mio amico molto forte sulle quattro ruote.
Mi raccontava di come, secondo lui, lo skateboarding dovesse incorporare intrinsecamente una parte di sofferenza fisica al suo interno.
Senza di essa - affermava - non è veramente skateboarding.
Mi ha trovato dubbioso: cavoli, a me non piace prendere le botte allo skatepark.
Banalmente, gioisco quando torno a casa da una sessione senza lividi, sbucciature o ossa rotte.
Soprattutto quando questo capita provando trick nuovi.
Allora cosa mi piace di questo sport?
Ogni volta che vado allo skatepark sento delle emozioni positive veramente forti e mi sono interrogato a lungo su quale fosse (per me) l’origine di tutte questa gioia:
- La gioia deriva dalla sensazione del sentirsi un tutt’uno con uno strumento che ti permette di fare cose altrimenti impensabili.
- La gioia arriva quando senti di poter fare dei movimenti che nemmeno riesci a coniugare o descrivere a parole.
- La gioia arriva quando senti quel click nella testa che ti permette di chiudere un trick e dimenticarti, per un attimo, di tutte quelle infinite volte in cui l’hai provato senza successo.
Personalmente vedo il dolore fisico solo come un frustrante ostacolo che sfortunatamente capita (e, a volte, pure nei modi più scemi).
Il disagio
Qui il nocciolo della questione: perché allora una percentuale insignificante di skater indossa le protezioni?
Se ti sei mai approcciatx allo skateboarding, è probabile tu abbia fatto almeno un pensierino sul mettere un bel paio di gomitiere, ginocchiere o simili. È altrettanto probabile che, una volta infilate, tu ti sia sentitx a disagio, giudicatx come sfigatx (da te o da altre persone), incapace, … E tutto questo solo perché, una volta messe, ti sei automaticamente allontanatx da quella che è l’immagine percepita dellx skater.
L’immagine dellx skater
Giusto per essere tuttx sulla stessa barca, qui qualche foto di quello a cui faccio riferimento.



Sebbene questa estetica abbia una sua storicità ed un suo passato, è attualemente definita e preservata esclusivamente dalle aziende dei grandi marchi dello skaboarding.
Infatti è pienamente nell’interesse di queste aziende riuscire a:
- mantere l’idea che skateboarding = cool
- riprodurre l’immagine dellx skater nel modo più fedele alle aspettative che nel tempo si sono consolidate nella testa delle persone
- riuscire a creare dei capi d’abbigliamento che fittino quell’immaginario collettivo
- riuscire pian piano a modellare (in punta di piedi e spesso in maniera subdola) quella stessa immagine in modo da poter vedere i propri prodotti calcificati a lungo periodo nell’estetica dellx skater.
Al momento, le aspettative delle persone sono attese dalla classica persona con i jeans baggy, non da quella con le protezioni.
Tu azienda vuoi mantenere quell’immagine e modificarla poco a poco a tuo piacimento per trarne più profitto possibile.
In questo contesto, le protezioni sono un ostacolo che mina in maniera troppo marcata quelli che sono gli interessi dei grandi marchi.
Mettere in prima pagina sulle proprie riviste, sui propri video o sulle proprie pubblicità una persona vestita in modi non conformi alle aspettative del tuo pubblico NON PAGA.
Cosa succede quando inizi a skateare?
Vuoi incarnare quell’immagine.
Vuoi rispecchiare quell’estetica.
Si parla di:
- jeans baggy
- vans
- calzini alti
- kickflip
- …
Sicuramente in questa lista non ci sono le protezioni.
Tutto questo è particolarmente viscido perché fa leva sulla quasi inevitabile insicurezza dovuta dall’essere unx principiante.
Immaginati sentirti incapace ed avere pure queste protuberanze nere sulle articolazioni: la sensazione di avere doppiamente i riflettori addosso è davvero pesante.
Per quanto se ne dica, una persona che entra allo skatepark non mette sullo stesso piano la possibilità di indossare o meno le protezioni: al 95% non le metterai.
L’ultimo emblematico (e spiacevole) caso di cronaca
Qui uno spiacevole caso di cronaca che dimostra quanto l’idea di mettere le protezioni sia considerata maligna o come, d’altro canto, non metterle sia fonte di orgoglio.
Nijah Huston - uno skater professionista molto forte - si è recentemente fratturato la testa.
In seguito all’accaduto, ha prima invitato le persone a proteggersi e poi ha proseguito affermando che:
“Seeing a lot of helmet comments homies. I thought I have been clear: I said young kids wear helmets; I am a street skater, I am never wearing a helmet.” He then added: “Committed to this life and ain’t nothing changing that.”
Vaffanculo
Fino ad oggi sono stato vittima di questo articolato teatrino.
Fino ad oggi ho preso un sacco di botte evitabili.
Non ho voglia che delle stupide leggi di mercato decidano pure sulla mia incolumità.
Viva le protezioni,
Viva lo skateboarding,
Abbasso il capitale.


Mettere le protezioni è un gesto anticapitalista
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