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La filosofia del tecno-ottimismo

Prima di cominciare…

“Growth for the sake of growth is the ideology of the cancer cell.”

Immagine che ritrae un mezzo volto con sofndo in stile astratto

Il tecno-ottimismo

“Techno-Optimists believe that societies, like sharks, grow or die.”

L3 techno-ottimist3 credono che qualsiasi problema possa essere risolto tramite un approccio che coinvolge la tecnologia. Questo rimane vero a prescindere che la tecnologia in questione esista o meno.

“Se proprio quella tecnologia non dovesse esistere è solo perché non è stata ancora inventata, ma abbi fiducia!”

“We believe that there is no material problem – whether created by nature or by technology – that cannot be solved with more technology”.

Uno sguardo dentro alla narrativa tecno-ottimista

Facciamo un gioco :P
Non serve per forza leggere integralmente le seguenti risorse, ma anche solo una rapida occhiata rende chiaramente l’idea.

  • Qui il manifesto integrale del tecno-ottimismo
  • Qui lo stesso manifesto, ma con qualche modifichina XD

Per la versione in erasure poetry, si ringrazia Ben Grosser

Il mercato e la cura per una persona tecno-ottimista

Se non fosse qualcosa di già intuibile, l3 techno-ottimist3 credono fortemente in un mercato completamente libero. Lo descrivono infatti come la tecnica più efficiente in assoluto per tirare fuori dalla povertà grandi masse di persone. Arrivano perfino a citare Nicholas Stern, il quale descrive il libero mercato come il modo per prendersi CURA delle persone che non conosciamo…

Sono sicuro che tutte le persone, conosciute e non, costrette a lavorare 16 ore al giorno senza vedere la luce del sole per accontentare le richieste del libero mercato attuale saranno d’accordo.

Caratteristiche peculiari

Ci sono delle caratteristiche interessanti di questa filosofia:

  • E’ psicologicamente rasserenante: siamo in un mondo complicato e pieno di interperie, ma sai che la mamma tecnologia potrà sempre aiutarti (sembra un po’ una religione eheh). In più, l3 techno-ottimist3 sono pienamente consapevoli dei limiti materiali e politici che l’usurpamento ambientale ha. Però traaaanqui anche qui non ci sono problemi perché, a fronte di un piccolo investimento (ecologico, monetario, …), potremmo arrivare ad un efficientamento che ci permetterà di risolvere i danni.

  • E’ un approccio finanziariamente allettante, che sta a cuore ai padroni perché rafforza e giustifica (quasi come un dogma ecclesiastico) metodologie e ideologie capitaliste già assodate.

  • Rinforza l’idea tecnocratica per la quale il sapere scientifico sia sempre la via migliore in un’ottica di analisi e problem solving. Purtroppo una visione di questo tipo è estremamente limitante perché spesso mal interpreta i problemi di cui si parla e fallisce nel capire quali siano effettivamente le vere cause alla base (inutile sottolineare che questo approccio sottovaluta spavaldamente l’efficacia di approcci di stampo politico e sociale, che invece sono i capisaldi che ci permettono di capire il contesto e le radici di quello che succede).


Fanculo al tecno-ottimismo.


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